SE GLI INFORMATORI RISPETTASSERO  LA DEONTOLOGIA ENUNCIATA NELLO STATUTO DELL’ ORDINE DEI GIORNALISTI, LE NOTIZIE IN PRIMA PAGINA, DI AUTENTICO INTERESSE COLLETTIVO, DOVREBBERO ESSERE LE MALVERSAZIONI, LA CORRUZIONE E I DEVASTANTI ATTI OMISSIVI DENUNCIATI  DALLA CORTE DEI CONTI.

IL PRESIDENTE DELLA CORTE DEI CONTI LUIGI GIANPAOLINO E TUTTI I GIUDICI, CHE CONTROLLANO PER NOI I CONTI PUBBLICI, DOVREBBERO ESSERE QUOTIDIANAMENTE INTERPELLATI E SENTITI DAI MEDIA PER IL RUOLO ISTITUZIONALE DI CONTROLLO SUI FLUSSI E SUGLI IMPIEGHI DI DENARO PUBBLICO A TUTELA DI TUTTI NOI CONTRO I CORROTTI. INVECE GLI ALLEGRI DEPISTATORI DELLA STAMPA NAZIONALE CI PROPINANO QUOTIDIANAMENTE SCEMPIAGGINI O RIPETIZIONI DI SLOGAN CONSUETI DI POLITICI INCONCLUDENTI CHE NON PRONUNCIANO UNA SOLA PAROLA DI CONDANNA SULLA CORRUZIONE CHE DEPREDA QUOTIDIANAMENTE LA NOSTRA COMUNITA’ PER 78 MILIARDI ALL’ ANNO PARI A 213 MILIONI AL GIORNO

(leggete attentamente sul TFR le considerazioni dei Giudici della Corte dei Conti nostri tutelari)

“(…)Proprio gli equilibri della finanza pubblica sono stati, sia pure incidentalmente, al
centro dell’attenzione della Sezione, la quale – ad esempio – ha avuto modo di sottoporre
al Parlamento preoccupazioni in relazione al rispetto del principio di equità
intergenerazionale di alcune operazioni di rinegoziazione, con contestuale allungamento
di situazioni debitorie o di rinvio sine die di operazioni di copertura di vecchie passività o,
ancora, in tema di impiego di risorse non ricostituite, destinate nel tempo a specifici
scopi dal Legislatore. Così, ad esempio, nel referto sulla utilizzazione del TFR6 (laddove la
Corte ha mosso critiche di natura strutturale alle modalità di impiego dei contributi dei
lavoratori privati applicati al bilancio statale, senza garanzie di una effettiva custodia del
vincolo di destinazione degli stessi), ed ancora con riguardo alla gestione della
6 Cfr. delibera n. 2/2010/G.
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Commissione di vigilanza sui fondi pensione (COVIP)7 invitata ad implementare le attività
di verifica e contrasto alle patologie riscontrate nella gestione dei fondi stessi.
Incisive osservazioni, anche di carattere propositivo, sono state rivolte alle
Amministrazioni interessate in materia di gestione degli incarichi dirigenziali di seconda
fascia previsti dall’art. 19 del D.Lgs n. 165/018.
Nella verifica dei riscontri all’attività di controllo svolta dalla Corte, importanti
ricadute sulle attività delle Amministrazioni sono stati conseguiti anche attraverso il
referto sul Programma nazionale di ricerca in Antartide9.
Dalle risultanze complessive della attività i riscontri critici e patologici delle
gestioni oggetto di sindacato sono sembrate imputabili, piuttosto che alla mancata
valutazione delle performance individuali e collettive, a gravi carenze organizzative ed
operative, non di rado originate dalla stessa normazione primaria e secondaria o da
insufficiente finanziamento. Sovente strutture dedicate rimangono inoperose per carenza
di risorse finanziarie, originaria o sopravvenuta rispetto allo scenario pianificatorio di
riferimento.
Così, con riguardo alle infrastrutture strategiche, sono state accertate situazioni di
incombente pregiudizio per la conservazione di contributi comunitari destinati ad opere
pubbliche di interesse transnazionale, come i “corridoi europei”, nei quali si concretano
le politiche comunitarie dei trasporti. (…)”

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