Archive for agosto 2013

OBAMA, FACCIA SUO IL MESSAGGIO DI LINCOLN E LOTTI PER IL GOVERNO DEL POPOLO, RETTO DAL POPOLO PER IL POPOLO. LINCOLN AVEVA RIPRISTINATO LA SOVRANITA’ MONETARIA LIBERANDO GLI AMERICANI DAL DEBITO PERENNE IMPOSTO, TRAMITE I POLITICI CORROTTI, DAI DISUMANI ED AVIDI PARASSITI DELLA FINANZA. OGGI, OBAMA NAZIONALIZZI LA BANCA CENTRALE IN NOME DELL’ UGUAGLIANZA E DEL PROGRESSO DI OGNI CITTADINO AMERICANO.

31 agosto 2013
NELL’ AMERICA RETTA DALLE BANCHE, DAI DERIVATI E DALLA MONETA CHE CREA MONETA DAL NULLA, IN CUI  MILIONI DI AMERICANI MALVAGIAMENTE ESCLUSI SONO COSTRETTI A VIVERE NELL’ INDIGENZA, SI RACCOLGA L’ APPELLO UNIVERSALMENTE CONDIVISO DI LINCOLN: (…) si affermi che i morti non sono morti invano, che questa nazione, a Dio piacendo, abbia rinnovellata nascita nella libertà, che il governo del popolo, dal popolo retto per il popolo, non scompaia dalla terra.”
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Ai caduti della battaglia di Gettysburg (1863), la più cruenta della guerra di secessione americana, LINCOLN  dedicò un  discorso che  commosse  profondamente il popolo americano invitandolo a riflettere sulla sacralita’ dei sacrifici di coloro che si erano immolati per l’ America.
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IL DISCORSO DI LINCOLN.
Or sono ottantasette anni, i nostri avi diedero vita su questo continente ad una nuova nazione, concepita nella libertà e consacrata al principio che tutti gli uomini nascono uguali. Siamo ora impegnati in un’aspra guerra civile, in cui si mette alla prova se questa, e qualsiasi altra nazione similmente concepita e consacrata, possano resistere a lungo. Siamo riuniti sul campo di una grande battaglia di questa guerra. Siamo venuti per consacrarne una parte quale ultima dimora di coloro che qui la vita hanno dato onde la nazione vivesse. E’ nobile e giusto che questo sia fatto. Ma, in senso più ampio, non possiamo decidere nè di consacrare, né di santificare questo suolo: gli eroi, vivi e morti che qui combatterono, l’hanno consacrato assai al di là di quanto sia nelle nostre povere forze di aggiungere o togliere. Il mondo poco noterà, né a lungo ricorderà quanto qui stiamo dicendo, ma non potrà mai dimenticare quanto qui essi hanno fatto. Siamo piuttosto noi, i vivi, che qui dobbiamo essere consacrati all’opera incompiuta di coloro che in questo luogo hanno combattuto e così nobilmente hanno portato innanzi. Siamo piuttosto noi a dover essere consacrati al grande compito che ci resta dinanzi: che da questi nobili caduti si tragga dedizione ancor più grande alla causa cui essi hanno dato la più completa e definitiva prova di dedizione, che qui solennemente si affermi che i morti non sono morti invano, che questa nazione, a Dio piacendo, abbia rinnovellata nascita nella libertà, che il governo del popolo, dal popolo retto per il popolo, non scompaia dalla terra.

 

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GLASS-STEAGALL – PRIMO PASSO PER LA LIBERAZIONE DAL PARASSITISMO FINANZIARIO. IL PARTITO REPUBBLICANO AMERICANO NE HA PROPOSTO IL RIPRISTINO.

8 agosto 2013

Bill Clinton Signs Repeal of Glass-Steagall

The banking and financial industry complained about the Banking Act of 1933 even as Congress debated it. As the Act worked its way through Congress, banks vigorously opposed it, causing some doubts about whether it would pass, especially with the provisions Carter Glass advocated that prevented banks from entering into the stock market.

Initial Banking Opposition to Glass-Steagall

The centerpiece of the debate over Glass-Steagall was a three-week filibuster by Louisiana Senator Huey Long, which would stand as the longest filibuster in Congressional History until Strom Thurmond’s filibuster of the Civil Rights Bill. This so incensed Glass that he accused Long of being in the pockets of the banks. The American Banking Association opposed the bill. According to a paper by Jill M. Hendrickson

in 1932, 36 percent of national bank profits came from their investment affiliates (Wall Street Journal 1933b, p. 1).

Glass, in his typical style, made this point more forcefully:

Nobody can conceive of the damage done by these affiliates. They literally loaded the portfolios of interior banks with foreign securities approved by this abominable State Department. [New York Times, December 6, 1933]

PER EVITARE IL FALLIMENTO DEVE ESSERE LO STATO ITALIANO A STAMPARE LA SUA MONETA.

8 agosto 2013

GRAZIE ALLA MAGGIORANZA PARLAMENTARE DEI CORROTTI, LE BANCHE HANNO PRESO IL SOPRAVVENTO SUL NOSTRO STATO, DECIDONO A LORO PIACIMENTO LA POLITICA ECONOMICA ED IL NOSTRO FUTURO. SENZA CHE NESSUNO SI OPPONGA, STANNO ULTERIORMENTE RESTRINGENDO IL CREDITO ALLE AZIENDE ITALIANE PER FARLE FALLIRE. TROPPI ITALIANI, SENZA CAPIRE QUELLO CHE SUCCEDE AL NOSTRO PAESE, ASSISTONO PASSIVI ED INCREDULI.

Abramo Lincoln sulla politica monetaria a pagina 91 del “Documento del Senato n.23” del 1865:

“Il Governo non ha necessità né deve prendere a prestito capitale pagando interessi come mezzo per finanziare lavori governativi ed imprese pubbliche. Il Governo deve creare, emettere e far circolare tutta la valuta ed il credito necessari per soddisfare il potere di spesa del Governo ed il potere d’acquisto dei consumatori. Il privilegio di creare ed emettere moneta non è solamente una prerogativa suprema del Governo, ma rappresenta anche la maggiore opportunità creativa del Governo stesso.
La moneta cesserà di essere la padrona e diventerà la serva dell’umanità. La democrazia diventerà superiore al potere dei soldi.”

La prova che gli Stati non saranno piu’  nelle mani dei traditori dei loro popoli e dei corrotti, si avrà quando le classi politiche degli Stati democratici, reclameranno la sovranita’ monetaria

MENTRE CONTINUA IL SABOTAGGIO DELLE AZIENDE COSTRETTE A CHIUDERE PER LA RESTRIZIONE DEL CREDITO E MIGLIAIA DI FAMIGLIE VENGONO GETTATE NELLA MISERIA E NELLA DISPERAZIONE, I PREZZOLATI OPERATORI DELL’ INFORMAZIONE CONTINUANO IMPERTERRITI NEL LORO INFAME COMPITO DI IRRIDERE E DISTRARRE GLI ITALIANI IN DIFFICOLTA’. INVECE DI DENUNCIARLE, NASCONDONO LE GRAVISSIME RESPONSABILITA’ DI COLORO CHE CI HANNO MESSO IN QUESTA SITUAZIONE IMPEDENDO UN URGENTE DIBATTITO SU COME DIFENDERCI PER EVITARE ULTERIORI DANNI.

1 agosto 2013

IL CAPITALE SOCIALE E’ FRUTTO DELLA CULTURA E DELLA CONSAPEVOLEZZA DI UN POPOLO

Se accendete in qualsiasi momento i media più seguiti,   che in Italia sono le televisioni , noterete che le trasmissioni, il cui compito dentologico ed istituzionale è  di informare per formare l’ opinione pubblica,  tradiscono il loro mandato, poichè non sono affatto finalizzate per informare ed indurre gli spettatori  a riflessioni critiche   sui gravissimi problemi irrisolti che avviliscono il  Paese.

L’ attenzione dei milioni di spettatori viene premurosamente e prevalentemente  incanalata su programmi privi di qualunque spessore formativo. Per giorni, per mesi, per anni   tempo prezioso viene   sottratto  per sempre alla conoscenza  su cui si fonda l’ adeguamento qualitativo dell’ emancipazione sociale.  Il capitale sociale viene platealmente  svilito ed  impunemente  immiserito.

Le nazioni dirette da politici onesti e previdenti  investono  culturalmente sui  giovani per dar loro strumenti  adeguati alle nuove sfide.  I nostri giovani sono capitati  nelle mani di politici  che temono la consapevolezza dei propri amministrati e sono determinati ad intontire  incentivando  derive festaiole e gossippare.

Gli attacchi sistematici  dei media al diritto all’ informazione imparziale  producono danni irreparabili; urge che   la minoranza cosciente delle  degradanti ripercussioni  sociali,   intervenga presso gli operatori all’ informazione acquiescenti che mettono la propria professionalià al servizio di questo gioco al massacro.


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