IL POPOLOLO ITALIANO NON E’ INFORMATO SULLE VERE RAGIONI DELLA CRISI.

Una coraggiosa giornalista descrisse la minacciosa situazione della diga del Vajont e dette l’ allarme.

La sua voce non solo fu inascoltata, ma addirittura censurata dai giornalisti della stampa e della tv asserviti agli interessi dei politici locali e dei costruttori della diga.

La diga collassò ed a perdere la vita furono migliaia di cittadini ignari, che avrebbero potuto difendersi e salvarsi, se correttamente informati.

Oggi, lo stesso terribile silenzio omertoso da parte della stampa e delle tv nazionali é steso su una tragedia sociale in atto, prennunciata dalla disperazione di milioni di italiani che hanno perduto il lavoro e dal suicidio di centinaia di imprenditoti che si tolgono la vita perché privati, con la programmata e criminale chiusura del credito, della liquidita’ necessaria per lavorare e vivere.

Come gli asserviti di allora occultarono i pericoli della diga, gli asserviti ed i corrotti di oggi tacciono addirittura sull’ allarme dato dalla Commissione Europea, che ci avverte sulla dannosita’ dell’ euro, dicendoci chiaramente che riduce in miseria i popoli che lo hanno adottato.

Vista l’ incertezza e la sofferenza del Popolo italiano, per umana solidarietà questo avvertimento avrebbe dovuto esere messo dai media al centro del dibattito nazionale e diventare oggetto di riflessioni, di considerazioni ponderate, di proposte mirate a fermare il corso di una devastazione sociale in atto, ogni giorno piu’ palese, dannosa ed intollerabile.

Invece silenzio assoluto, neanche un dibattito serio ed approfondito sull’ argomento.

L’ asservimento per corruzione di alcuni dirigenti é tale che i media e le tv di Stato, finanziate con i soldi dei cittadini, omettono di dare notizia sull’ argomento, per proteggere gli affiliati al sistema bancario diretto dalla banca privata BCE.

Vengono i brividi a leggere il comunicato della Commissione Europea e a constatare poi la disumana indifferenza verso il Popolo italiano dei nostri comunicatori, essi sì consapevoli di quanto un popolo disinformato sia vulnerabile.

Comunicato della Commissione Europea:
“(…) i divari macroeconomici, sociali e occupazionali tuttora crescenti minacciano gli obiettivi fondamentali dell’unione sanciti dai trattati, ossia vantaggi generalizzati attraverso la promozione della convergenza economica e miglioramento della vita dei cittadini negli stati membri. Il rapporto 2013 dimostra come le basi dei divari attuali siano state poste nel corso dei primi anni di introduzione dell’euro, giacché in alcuni stati membri una crescita squilibrata, fondata sull’aumento del debito alimentato da bassi tassi di interesse e su massicci afflussi di capitale, è stata spesso associata a un andamento deludente della produttività e della competitività, venuta meno la possibilità di svalutare la moneta, i paesi della zona euro che tentano di recuperare competitività sul versante dei costi devono ricorrere alla “svalutazione interna” (contenimento di prezzi e salari). Questa politica presenta però limiti e risvolti negativi, non da ultimo in termini di un aumento della disoccupazione e del disagio sociale e la sua efficacia dipende da molti fattori come il grado di apertura dell’economia, la vivacità della domanda esterna e l’esistenza di politiche e di investimenti che promuovano la competitività non di prezzo.”

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